Lavoro sicuro?

Pochi giorni fa, il noto settimanale FF ha pubblicato un’editoriale nella quale si parlava del lavoro sicuro in Italia. In questa editoriale il comproprietario del settimanale, puntando il dito sulla Grecia, ha sottolineato chè l’unica garanzia per il benessere sia una economia fiorente che sia in grado di mantenere alto il livello sociale. Dal suo punto di vista l’economia dovrebbe essere completamente liberata da tutti i vincoli, in quanto unico garante di gettito fiscale. L’economia non necessita di sovvenzioni o programmi statali ma solo di libertá e tasse basse.
Ed il perno del male, secondo lui è il famoso aricolo 18 che fermerebbe ogni assunzione. L’unica soluzione sempre secondo lui é un termine di preavviso di 2 – 3 mesi ed un licenziamento inappellabile in giudizio.
Passi il punto di vista reaganiano in relazione all liberalizzazione ed alla tassazione, che sappiamo ampiamente che non abbia funzionato, anzi di aver gettato le fondamenta della crisi attuale nei lontani anni 80 negli states. L’agognato „trickle – down“ non funzionò e non funzionerá neanche in futuro.
Ricordiamoci inoltre che non poche leggi che regolamentarono e regolamentano il mercato sono fortemente volute dai rappresentanti di categorie che cercano in questo modo di eliminare un’eventuale concorrenza. Quante volte abbiamo sentito in tutti le richieste di loro nelle quali chiedono „l’intervento della politica“ … e poi non doverebbero lamentarsi se l’intervento della politica poi da seguito a burocrazia. È logico.
Però non dilungiamoci nella politica economica. Torniamo a parlare della sicurezza del lavoro (inoltra la sicurezza SUL lavoro, della quale ultimamente nessuno parla è una vergogna in utta la penisola!).
Un licenziamento inappellabile in giudizio lede i più semplici diritti democratici che si possano immaginare. Cioè del fatto di potersi rivolgere in giudizio ad una delle tre colonne portanti della demaorcazia, se un nostro diritto doverebbe venir leso. Ricordiamoci, si tratta di un contratto, ogni cittadino ha il sacrosanto diritto di andare in giudizio se dovesse sentirsi trattato ingiustamento nell’esecuzione di un contratto. E dunque ci siamo di nuovo. Inoltre non è da dimenticare che una persona sicura del suo posto di lavoro consuma e spende soldi. Come possiamo mettere in spalla spese come per esempio l’acquisto prima casa o altro che, chiedono anni di pagamenti rateali senza la sicurezza di un posto „sicuro“?
La sicurezza non è un diritto del umanità asserisce l’editore, ma neanche un’economia senza regole è un diritto dell’umanitá. Ricordiamoci che i diritti dei lavoratorei che abbiamo da 40 – 50 anni sono stati creati a causa dei malcostumi dell’economia nei confronti dei lavoratori! E chi parla con genitori e nonni ne ha da ascoltare.

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