Alle italienischen Politiker in die Sommerfrische – zur Fortbildung

Ach geht es wieder turbulent zu in unserem Landl und dem Stiefelchen 😉 Mit dem Artikel des Herrn Ernesto Galli Della Loggia kocht es wieder richtig hoch. Er steckt voller Ungenauigkeiten und Vorurteilen bzw. kürzt der Journalist die Sachverhalte zusammen, um es für den Leser verständlicher zu machen und verdreht dabei ein wenig die Tatsachen.

Ich finde es immer wieder erstaunlich wie ein solches Fremdbild dann schlagartig sich ins Gegenteil wandelt wenn unser Land besucht wird. Ich habe es schon öfter erlebt, dass Bekannte von mir, welche Südtirol noch nie besucht hatten, unser „Eigenheiten“ nicht erfassen konnten. Es brauchte sozusagen Anschauungsunterricht. Nach ein paar Tagen zu Besuch war Ihnen so einiges klar und die Vorurteile und Sprüche wie weggeblasen – und dies ohne Belehrungen von meiner Seite aus.

Deshalb plädiere ich für eine generelle Sommerfrische für alle italienischen Parlamentarier bei uns in Südtirol – die politischen Journalisten nehmen wir gleich mit. Zum Urlaub wird man immer gern eingeladen und dass man dabei etwas lernt ist ein positiver Nebeneffekt. Das kostet zwar was, aber das finde ich eine gute Investition. Denn wenn nur die Hälfte dieser Besucher ein korrekteres Bild bekommen haben wir schon gewonnen.

10 Gedanken zu “Alle italienischen Politiker in die Sommerfrische – zur Fortbildung

  1. Mi piace soppratutto il paragone dei monumenti fascisti con i monumenti in Germania e Francia. I monumenti citati sono prima di tutto non fascisti o nazionalsocialistici (quelli sono stati demoliti praticamente tutti) e inoltre si trovano nelle capitali o su terreni che comunque facevano parte della Francia o Germania.

    Già parlare di una vittoria italiana nella prima guerra mondiale è quasi falsificare la storia – o perlomeno mostra il punto di vista che a mio parere bisognerebbe essere obiettivo se si vuol fare il giornalista. Anche in un editoriale, a meno che non si dica espressivamente che è un punto di vista personale.

  2. Mi piace soppratutto il paragone dei monumenti fascisti con i monumenti in Germania e Francia. I monumenti citati sono prima di tutto non fascisti o nazionalsocialistici (quelli sono stati demoliti praticamente tutti) e inoltre si trovano nelle capitali o su terreni che comunque facevano parte della Francia o Germania.

    Già parlare di una vittoria italiana nella prima guerra mondiale è quasi falsificare la storia – o perlomeno mostra il punto di vista che a mio parere bisognerebbe essere obiettivo se si vuol fare il giornalista. Anche in un editoriale, a meno che non si dica espressivamente che è un punto di vista personale.

  3. La parte sui monumenti, in effetti, era debolissima. Io stesso mi sono stupito della superficialità con la quale ha affrontato l’argomento (non conosco abbastanza Della Loggia da poterlo apprezzare o condannare in modo serio). Per quanto riguarda la Vittoria. Una versione obiettiva dei fatti potrebbe essere questa: l’Italia ha prevalso nel confronto militare e diplomatico (quest’ultimo frutto del primo) acquisendo il territorio del Tirolo meridionale (province di Bolzano e di Trento). Chiamarla „vittoria“ è senz’altro enfatico, ma la sostanza è quella. Certo, oggi un monumento del genere (celebrativo della „vittoria“ in una regione che a causa di quella „vittoria“ è stato amputato alla madrepatria) dovrebbe assumere un altro significato. E questo Della Loggia avrebbe avuto il dovere di dirlo. Altre parti dell’articolo, a mio avviso, sono riuscite meglio. Per esempio i passaggi nei quali sprona la SVP a non divenire ostaggio della destra tedesca o quando l’accusa di essere diventata un partito oligarchico (il che però è una contraddizione: giacché se la SVP contenesse al meglio le spinte della destra, allora diventerebbe o tornerebbe ad essere l’unico partito dei sudtirolesi). Dimmi se ti convince quello che ho scritto.

  4. La parte sui monumenti, in effetti, era debolissima. Io stesso mi sono stupito della superficialità con la quale ha affrontato l’argomento (non conosco abbastanza Della Loggia da poterlo apprezzare o condannare in modo serio). Per quanto riguarda la Vittoria. Una versione obiettiva dei fatti potrebbe essere questa: l’Italia ha prevalso nel confronto militare e diplomatico (quest’ultimo frutto del primo) acquisendo il territorio del Tirolo meridionale (province di Bolzano e di Trento). Chiamarla „vittoria“ è senz’altro enfatico, ma la sostanza è quella. Certo, oggi un monumento del genere (celebrativo della „vittoria“ in una regione che a causa di quella „vittoria“ è stato amputato alla madrepatria) dovrebbe assumere un altro significato. E questo Della Loggia avrebbe avuto il dovere di dirlo. Altre parti dell’articolo, a mio avviso, sono riuscite meglio. Per esempio i passaggi nei quali sprona la SVP a non divenire ostaggio della destra tedesca o quando l’accusa di essere diventata un partito oligarchico (il che però è una contraddizione: giacché se la SVP contenesse al meglio le spinte della destra, allora diventerebbe o tornerebbe ad essere l’unico partito dei sudtirolesi). Dimmi se ti convince quello che ho scritto.

  5. Sulla tua argomentazione per la vittoria concordo sulla vittoria diplomatica. Su quella militare devo ammettere di essere troppo parziale e „indottrinato“ ancora dalla scuola. Mi ricordo benissimo che ci veniva insegnato che l’Italia ha usurpato del cessato il fuoco e ha così preso possesso del sudtirolo. Comunque non voglio aprire un dibattito su questo 😉

    Sull’oligarchia si vede secondo me al meglio su quanto sia difficile interpretare il contesto politico altoatesino da „fuori“. Di fatto la SVP è un partito oligarchico e la sua forza sta nell’essere presente dapertutto e in tutte le decisioni. Negli ultimi anni nella popolazione questa situazione ha creato un effetto negativo, una sensazione di un potere troppo concentrato. E questo ha portato ai risultati delle elezioni.

    Il bello secondo me è però che alla fine secondo me non è cambiato moltissimo – io non ho notato grandi cambiamenti nello stile di guida della nostra provincia e neanche disservizi ecc. La SVP c’è ancora ed è viva. Inoltre, sempre secondo la mia opinione, tutti sono contenti così. Dico proprio tutti, perchè alla fine dei conti chi potrebbe prendere il posto della SVP? Non so dirti quanti conoscenti che volevano dare una „lezione“ alla SVP alla fine non lo hanno fatto per la paura che le „alternative“ diventavano troppo forti.

    E per citare malissimo 😉 Winston Churchill: La SVP è il peggior partito al governo in sudtirolo, eccetto tutti gli altri.

  6. Sulla tua argomentazione per la vittoria concordo sulla vittoria diplomatica. Su quella militare devo ammettere di essere troppo parziale e „indottrinato“ ancora dalla scuola. Mi ricordo benissimo che ci veniva insegnato che l’Italia ha usurpato del cessato il fuoco e ha così preso possesso del sudtirolo. Comunque non voglio aprire un dibattito su questo 😉

    Sull’oligarchia si vede secondo me al meglio su quanto sia difficile interpretare il contesto politico altoatesino da „fuori“. Di fatto la SVP è un partito oligarchico e la sua forza sta nell’essere presente dapertutto e in tutte le decisioni. Negli ultimi anni nella popolazione questa situazione ha creato un effetto negativo, una sensazione di un potere troppo concentrato. E questo ha portato ai risultati delle elezioni.

    Il bello secondo me è però che alla fine secondo me non è cambiato moltissimo – io non ho notato grandi cambiamenti nello stile di guida della nostra provincia e neanche disservizi ecc. La SVP c’è ancora ed è viva. Inoltre, sempre secondo la mia opinione, tutti sono contenti così. Dico proprio tutti, perchè alla fine dei conti chi potrebbe prendere il posto della SVP? Non so dirti quanti conoscenti che volevano dare una „lezione“ alla SVP alla fine non lo hanno fatto per la paura che le „alternative“ diventavano troppo forti.

    E per citare malissimo 😉 Winston Churchill: La SVP è il peggior partito al governo in sudtirolo, eccetto tutti gli altri.

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