Software libero nelle scuole e non solo

Forse non è una novità che nella nostra provincia il software libero è alla ribalta. Dopo la conferenza della scorsa settimana e tutte le iniziative a livello di provincia si potrebbe pensare che ormai tutti ne hanno già sentito parlare. Ma sembra proprio di no. La RAI ha realizzato un filmato sulle iniziative in Alto Adige e spiega in modo accettabile ((non voglio entrare nel merito che come introduzione hanno scelto la „Volksmusik“ per caratterizzarci)) cosa sia il software libero e quanto fa risparmiare alla provincia, cioè a tutti noi.

Il messaggio è stato recepito?
L’ho scovato anche su youtube e mi sono meravigliato dei commenti. In special modo mi sono trovato perplesso davanti a commenti come questo:

Bel video del c*** sinceramente, soliti della RAI. Iniziano impietosendo facendo vedere come un bambino metta le mani su un PC con software libero (BELLA COSA OVVIAMENTE) fino poi a parlare dell’azienda che risparmi 1 milione di euro… Meno male che la RAI non la vedo più…

Beh, qui si potrebbe pensare che non sia stato attento, ma mi chiedo in quanti non abbiano recepito il messaggio. E poi, come nella vita reale (offline) anche la rete è piena di pregiudizi basati sulla mala-informazione:

È poi, se nessuno paga questo magnifico OpenOffice che ho anche provato, chi li paga i programmatori di questo stesso programma? Non credo ci sia gente che faccia risparmiare soldi ad altri senza guadagnarne lui. Voi si?

La domanda poi non è neanche tanto sbagliata. Ma se si guarda il modello d’affari che c’è dietro al OpenSource può anche rendersi conto che la cosa funziona. Forse una lacuna del filmato è che punta troppo sul „gratis“ e perciò si creano delle reazioni di incredulità.
Software libero anche a casa?
Non voglio neanche entrare nella lotta continua tra i vari sistemi operativi, è quasi una scelta ideologica. Secondo me si dovrebbe scegliere computer, programmi ecc. secondo le proprie esigenze valutando i vari fattori. Ci vuole molta capacità e conoscenza per farlo, lo ammetto, e per questo anche i rivenditori di computer dovrebbero dare un aiuto. Invece di spingerli a comprare pacchetti di software potrebbero indicare software libero se leesigenze lo permettono. Perché alla fine è un servizio che danno al cliente che poi ritornerà dal suo rivenditore di fiducia. Secondo me infatti, l’unico vero servizio in più che mi può dare un negoziante (non online) è quello di aiutarmi a scegliere il software giusto,perché vendermi un computer personalizzato lo fa anche Dell, e se mi fa risparmiare soldi ben venga – anzi mi fido di lui e ci ritornerò.

4 Gedanken zu “Software libero nelle scuole e non solo

  1. Il discorso economico dell’open source riguarda soprattutto la ricaduta economica dei fondi investiti. Alla Provincia probabilmente il prodotto costa gli stessi soldi. La differenza è che invece di pagare tanti soldi per le licenze microsoft, gli stessi soldi vengono investiti per formare i tecnici dell’assistenza e per l’adeguamento del software (se serve). Con questo sistema gli stessi soldi vengono spesi all’interno della Provincia (nuove forze lavoro, ecc). Il fatto poi che il sw venga dato in primis alle scuole, fa ben sperare per il futuro. I codici sono aperti e chissà che non ci sia qualcuno in grado di migliorare il software.

  2. Il discorso economico dell’open source riguarda soprattutto la ricaduta economica dei fondi investiti. Alla Provincia probabilmente il prodotto costa gli stessi soldi. La differenza è che invece di pagare tanti soldi per le licenze microsoft, gli stessi soldi vengono investiti per formare i tecnici dell’assistenza e per l’adeguamento del software (se serve). Con questo sistema gli stessi soldi vengono spesi all’interno della Provincia (nuove forze lavoro, ecc). Il fatto poi che il sw venga dato in primis alle scuole, fa ben sperare per il futuro. I codici sono aperti e chissà che non ci sia qualcuno in grado di migliorare il software.

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